Libertà attraverso lo Yoga
Siamo davvero certi che la nostra pratica ci liberi da rigidità e tensioni?
A volte, guardando certe classi di Yoga, sembra proprio di no.
Il grande Maestro Aurobindo diceva: “la suprema condotta é assenza di sforzo”.
Spesso, anche nella pratica, portiamo il nostro “Io imperioso” e tutti gli attaccamenti, le credenze, i modelli che viviamo fuori dal tappetino e questo si trasmette al corpo che appare rigido e scollegato nelle sue parti.
Per arrivare ad una comprensione profonda di cosa sia lo Yoga, dovremmo riflettere sul senso stesso della parola Yoga che ha diverse interpretazioni, tra le quali “unità attraverso l’aggiogamento della mente”.
Quando pratichiamo in maniera fluida e lenta o in una immobilità senza rigidità, sentiamo le parti del nostro corpo che dialogano tra loro ed entriamo nelle connessioni esistenti; quando tutto il corpo e la mente collaborano nella tenuta di una posizione, tutto cambia e si apre una percezione ed una conoscenza profonde che portano ad una rigenerazione su tutti i piani.
Al termine della pratica ci sentiamo liberi e rivitalizzati, tutto il corpo ne trae beneficio e la mente calma il chiacchiericcio che tanta energia ci toglie. Ecco come lo Yoga si trasforma in una pratica rivoluzionaria e, come tale, é spesso celata e oscura.
Buona pratica, quella rivoluzionaria ovviamente!!


