La meravigliosa pigrizia degli animali

La meravigliosa pigrizia degli animali

Gli animali stessi sono così meravigliosamente pigri: all’animale è assolutamente estranea la folle smania di lavoro dell’uomo moderno, cui manca perfino il tempo di farsi una vera cultura. Anche le api e le formiche, queste personificazioni della solerzia, trascorrono la maggior parte della giornata immerse in un dolce far niente, solo che quelle ipocrite non si fanno vedere quando se ne stanno tranquillamente a casa, ma solo quando sono al lavoro.

Konrad Lorenz

 

Quante volte vi siete soffermati a guardare un gatto con l’espressione beata sul muso, accoccolato al calore del sole? O quante volte vi siete trovati a contemplare un cane che si rotola nell’erba con una felicità così pura e spontanea da commuovere? Quante volte avete desiderato di essere anche solo per un attimo un animale con quella sua capacità innata di leggere l’ambiente in cui si trova, di vivere solo e soltanto il momento, di non sentirsi in colpa nel non fare niente e nel godersi soltanto il “qui e ora”?

Certamente un cane, un gatto, un pettirosso… non devono pagare le tasse, non devono far fronte a una pandemia e hanno processi di vita e schemi mentali imparagonabili con gli uomini.

Questo non preclude però la possibilità di provare ad ispirarsi a loro, alla loro genuina necessità di riposarsi, alla loro ricerca continua di appagare i propri bisogni.

In questi interminabili mesi, in cui siamo costretti a non fare tante cose, quanti di voi sono riusciti veramente a concedersi una pausa dai pensieri, dalla quotidianità, da inventarsi nuove attività per occupare il tempo?

Con i primi tiepidi soli potremmo semplicemente provare ad essere un po’ più gatti; e alla vista di un prato fiorito perché non “canizzarsi” per togliersi di dosso tutte le sovrastrutture che ci schiacciano?

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