Simbolo-del-Tao

Energia, Trasformazione e rinnovamento

Essendo curiosa di tutto ciò che si è teorizzato e praticato nel mondo dello Yoga, ho intrapreso l’approfondimento dello Yin Yoga. Già da qualche anno ho iniziato lo studio sulle applicazioni di questi principi con i Maestri che ne hanno stigmatizzato i punti fondamentali come Paul Grilley nel suo Master denominato “Yin Yoga l’approccio funzionale”,  Sarah Powers e Bernie Clark. 

Questo studio mi ha talmente incuriosita da ricercare le origini di questa applicazione tra i principi Taoisti e della Medicina Tradizionale Cinese con la pratica dello Yoga.

Per il nostro pensiero occidentale, abituato a definire, separare, specializzare, è sorprendente scoprire le relazioni e le connessioni tra i pensieri alla base delle antiche conoscenze orientali  sia cinesi che giapponesi, tibetane …che portano, seppur con esperienze diverse, alle stesse conclusioni. 

Queste relazioni sono il cuore dello Yoga, dell’agopuntura, dello shiatsu, della digitopressione e di tante altre discipline e questo cuore batte di un’energia che è alla base stessa della vita. La chiamiamo Prana nello Yoga ma viene chiamata in tanti altri modi, Ki, Chi, Lung, Soffio vitale…..

Cos’è questa energia? Una definizione che amo molto é “il Prana rappresenta l’infinito in una forma condensata” Tutta la materia organica ed inorganica è definita da questo principio che non viene creato né distrutto ma che è in continua trasformazione apparendo in varie manifestazioni; ne è dimostrazione il simbolo del Tao (Taijitu) ove il flusso perpetuo ha sempre in sé il seme del suo contrario in un eterno ritorno.

Non mi dilungherò sull’aspetto descrittivo di questo principio perché, come insegnante di Yoga, amo di più la sperimentazione.

L’esperienza è ciò che produce il benessere ed avviene quando si ha piena fiducia nell’insegnante e ci si abbandona alle pratiche  abitandole, assaporandole, facendole proprie, sentendo tutto ciò che si produce sui vari livelli dell’essere, nel corpo, nella mente, nelle emozioni. 

Come possiamo muovere l’energia?

Ci sono diversi metodi;

possiamo considerare le Asana dello Yoga (modelli posturali) come una sorta di agopuntura dove parti del corpo e/o organi vengono stimolate da una tenuta lunga della posizione; in questo modo l’energia fluisce in particolari punti riportando equilibrio nei Meridiani/Nadi che sono i canali energetico/invisibili nei quali scorre il Prana proprio come fosse un sistema venoso. 

Ma il vero protagonista nel movimento dell’energia è Il respiro!! Esso riveste grande importanza per la veicolazione energetica;  nello Yoga le tecniche utilizzate a questo fine sono chiamate Pranayama ma in tutte le tradizioni orientali il soffio vitale viene sollecitato, potenziato ed incanalato con sapienti pratiche psico-fisiche. E

d arriviamo all’ultimo punto che racchiude in sé i precedenti:  la collaborazione tra il respiro, la mente ed il movimento. Se vogliamo fare una prova portiamo la nostra attenzione al respiro, ora, subito …. Cosa notiamo? Il respiro cambia immediatamente e, generalmente, rallenta. Il semplice fatto di portare la mente sul respiro lo modifica. Se poi applichiamo questo respiro consapevole al movimento corporeo entreremo nelle dinamiche del nostro corpo comprendendolo e conoscendolo.

Conoscere il corpo significa entrare nel nostro essere anche sul piano mentale ed emotivo in quanto, assorbendoci nella pratica, la mente si calma e lascia emergere parti di noi ancora inesplorate.

Partendo da questi assunti, lo Yin Yoga si propone di portare equilibrio ed armonizzare l’energia utilizzando le posture e le pratiche di respirazione tipiche dello Yoga sotto un profilo più “tecnico” ossia sotto l’influenza dei principi della Medicina Tradizionale Cinese e della filosofia Taoista. Ne deriva una pratica lenta, totalmente rigenerante che può aiutare al ripristino energetico/fisico di alcuni organi e tessuti o nella riabilitazione motoria a seguito di problematiche scheletriche o alle giunture. Può essere di grande aiuto nelle problematiche legate al mondo del femminile dal menarca alla menopausa.

In generale si esce dal questa pratica rilassati e pronti ad affrontare le sfide odierne e non è poco !!!!

Om Tat Sat!

Lucia Chandra Perazzolo

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