Dedicarsi a qualcosa con Fede e Abbandono

Dedicarsi a qualcosa con Fede e Abbandono

Dedicarsi a qualcosa con Fede e Abbandono. Come risuona questa frase dentro di te? Recitala ad alta voce e, dall’intonazione che uscirà dalla tua bocca, capirai se la comprendi, se ti appartiene o se è solo un concetto mentale. Entra nelle parole, usa la loro vibrazione per comprenderle.

Borges esprimeva questo concetto scrivendo che la vita è un mito; ognuno di noi mette sulla scena un mito ma se non hai fede non ti si rivela. Ci liberiamo quando vediamo questo mito, quando lo riconosciamo.
Nel linguaggio dello Yoga questo mito ci si rivela nel momento in cui chiudiamo le porte alla mente capricciosa e mondana. C’è un altra parte di noi, bellissima, immortale, al di là del tempo e dello spazio, pronta per essere rivelata, la possiamo chiamare la mente poetica o semplicemente il nostro Sé.
Le chiavi per il dischiudersi di questa rivelazione sono la Fede e la Dedizione. La Fede è sapere che questo Sé esiste e la dedizione è la costanza nel praticare e mantenere un filo diretto tra l’Io ed il Sé. Il principio dell’Io, semplificando molto, è quello che ci permette di dire: io sono, io posseggo, io faccio ecc. ecc. e che ci conduce nelle questioni quotidiane proteggendoci dagli attacchi esterni. Quando l’io si sente minacciato innesca reazioni di difesa per proteggere la vita. Quando il senso dell’Io è imperante, poiché non compensato dalla consapevolezza di una realtà più intima che chiamiamo Sé, la vita diventa una lotta per il controllo ed il potere.
In questa realtà storica, benché si assista al risveglio di molte coscienze, la bilancia pende a favore del senso dell’io, del controllo e del potere; ne deriva una incapacità di concentrazione ormai aggravata dal supporto tecnologico di web e social media che minano le nostre capacità di memoria e ci distraggono con le mille informazioni. Pensiamo ad una schermata tipo del computer tra banner e vari inserimenti informativi: diventa davvero difficile concentrarsi su un determinato tema. Con il tempo questa mancanza di concentrazione diventa una incapacità di fare silenzio, di affidarsi, di chiudere le porte dei sensi per ascoltare quella parte più profonda del nostro essere, che è quella che ci rivela la vera essenza, il vero progetto, la vera natura della nostra vita.
Dopo tanti anni di insegnamento noto come sia aumentato il numero dei praticanti di Yoga ma, al contempo, di come sia faticoso per loro fermarsi, ascoltare, affidarsi e operare l’abbandono, almeno per il tempo della pratica!
Dedicarsi fa rima con amarsi, amare ciò che siamo realmente al di là della mappa mentale che appartiene alla società che, spesso, non ci vuole liberi, al contrario! Anche la pratica dello Yoga ha subito questa sorte; ci viene trasmesso un messaggio superficiale e di facciata dello Yoga come una pratica mondana, una urgenza di esserci. Lo Yoga è vita, vita vera, vita bella, libera al di là di spazio e tempo. Solamente riscoprendo la vera natura della disciplina dello Yoga ne potremmo trarre quei benefici di cui si parla da tempo dai Veda ai Tabloid. Se lo Yoga è una modalità sociale ci lascerà più soli di prima, delusi. E questo è un vero peccato, una grande occasione persa.
Ti invito a praticare lo Yoga con la Dedizione e la Fede che sono i veicoli del successo di questa disciplina.
Inizia con pratiche semplici, esci dal cliché mediatico, osserva semplicemente il tuo respiro con Fede, abbandono e dedizione e, nel momento in cui lo osservi, esso cambia e si fa più profondo. Se riesci a compiere questa breve pratica per un minuto per più volte al giorno potrai già sentire che qualcosa di magico si muove dentro di te.
L’io narra una storia individuale, il Mito/Sé una universale, dove vuoi stare?

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